LA TRADIZIONE VENEZIANA: MONTEBELLUNA PUNTO DI INCONTRO FRA PIANURA E MONTAGNA

La tradizione calzaturiera montebellunese si innesta in quella molto antica che fiorisce nella repubblica di Venezia di cui Montebelluna viene a far parte dal sec. XIV.
A Venezia, accanto alle attività mercantili e marittime, buona parte dell’economia è rappresentata dalla fornitura di servizi e dalle attività manifatturiere, che presto si organizzano in strutture associativo-corporative.
La corporazione dei “calegheri e zavattieri” (calzolai e ciabattini) è una delle prime attività che pubblica, nel 1271, il proprio statuto o “capitolare”: in esso sono fissati i meccanismi d’accesso alla corporazione e di avanzamento di livello all’interno della stessa; i salari e le tariffe; gli accordi per la spartizione dei punti vendita tra gli associati; la consistenza di una cassa di mutuo soccorso.
Nel Settecento Venezia viene colpita da una crisi che investe i comparti più significativi della sua economia (settore tessile, del commercio, delle costruzioni navali). I prodotti veneziani perdono progressivamente di competitività rispetto alle merci estere (anche della terraferma), e il sistema delle arti comincia a decadere.
Il colpo finale viene inferto dalla dominazione napoleonica e, successivamente, da quella austriaca. La corporazione dei calegheri a poco a poco scompare. . . restano gli scarperi.
Due centri dell’entroterra continuano infatti la tradizione: Stra si specializza nella produzione della calzatura fine; Montebelluna, invece, in quella della calzatura sportiva.
Ville, barchesse, giardini, chiese, capitelli, statue, affreschi . . . tutta la magnificenza di Venezia diffusa per la campagna è stata il libro sul quale le genti venete, inconsapevolmente, hanno studiato e appreso la civiltà della Serenissima. I maestri erano Giorgine e Tiziano, Palladio e Veronese, Zelotti e Tiepolo, artisti che venivano a celebrare con la propria maestria la ricchezza e il potere aristocratico o ecclesiastico.
Per quanto miserabile e affamato, anche il contadino, di fronte a tante meraviglie, educava il proprio senso estetico. Spesso un fittavolo più sensibile di altri rubava un’idea architettonica, la forma di un tetto o di una finestra che aveva ammirato nella villa del padrone, e la riportava nella propria casa colonica. I plus in termini di design, stile e gusto cromatico che caratterizzano i prodotti del Made in Montebelluna non sono fiori sbocciati improvvisamente e casualmente, ma sono cresciuti in un humus culturale i cui giardinieri sono stati per secoli i geniali artisti della tradizione veneziana.
Da vedere:
Uno stivale da postiglione di origine veneziana del XVII secolo
Gli zoccoli contadini con suola in legno e tacchetti in ferro antiscivolo
Una calzatura da neve in paglia di mais cucita con fili di ferro proveniente da Caldaro (BZ)





