MONTEBELLUNA SPORTSYSTEM - Museo dello Scarpone

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SALA 4

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ANNI TRENTA E QUARANTA. SPORT : LUSSO PER BENESTANTI

 

 


 

 

Dopo la prima guerra mondiale i montebellunesi consolidano la propria vocazione calzaturiera: sfruttando il know how acquisito grazie alla secolare realizzazione di robuste gallozze, essi si specializzano nella produzione di scarpe da montagna. La pedula da roccia è oramai diventato un prodotto richiesto da larghe schiere di consumatori: molti italiani che hanno conosciuto le Dolomiti vivendo angosciose settimane in trincea, decidono infatti di ritornarvi come alpinisti.

La comparsa dei primi listini prezzi stampati è la prova che i clienti sono cresciuti di numero: ora il mercato comprende tutto il Nord Italia. Alcuni calzaturifici (Alpina, Dolomite, Munari, Nordica) si strutturano in modo razionale: in ogni reparto vengono eseguite mansioni specifiche. Nonostante questo la presenza delle macchine è ancora modesta.

 

Nel 1896 lo sci, nato come mezzo di trasporto nei climi freddi, viene introdotto in Italia da Adolfo Kind. Nel 1903 nasce lo sci club di Cortina d’Ampezzo e il nuovo sport inizia a prendere piede nel nostro Paese. Gli scarperi montebellunesi sfruttano subito questa novità: la loro familiarità con le scarpe da  montagna li  porta naturalmente a fabbricare scarponi da sci.

Inizialmente lo scarpone da sci è solo una variante di quello da montagna: sulla punta vengono applicate delle staffe metalliche per favorire l’insediamento dello scarpone sulla tavola da sci.

Negli anni Trenta questa calzatura imbocca la strada della specializzazione, diventando un prodotto monouso (non più utilizzabile per camminare): per esigenze tecniche viene irrigidita ed appiattita la suola, viene squadrata la punta e viene praticata una scanalatura sul tacco, il tutto per favorire l’alloggiamento della scarpa nell’attacco.

Nel 1937 Vitale Bramani, industriale ed alpinista piemontese, presenta la sua rivoluzionaria scoperta: la suola Vibram. Essa è costituita da un unico pezzo di gomma vulcanizzata da cucire o incollare alla tomaia (in precedenza le suole erano ottenute cucendo tra loro vari strati di cuoio) e ha il grande vantaggio di essere impermeabile.

E’ un luogo comune che il distretto di Montebelluna abbia scoperto certi tipi di scarpe sportive solo in tempi recenti. In realtà i cataloghi Nordica, Dolomite, Munari, Alpina degli anni Trenta offrono già una gamma ben più vasta delle scarpe tradizionali da montagna e da sci: scarpe da golf, da pattinaggio, da passeggio e da calcio . . .

 

Da vedere:

Una scarpa da calcio Dolomite del 1940

Il primo scarpone da sci con scanalatura sul tacco: è il modello Spini-Verlage di Dolomite

Gli stivaletti in dotazione dell’Esercito Italiano durante la Seconda Guerra Mondiale

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Marzo 2011 16:24