MONTEBELLUNA SPORTSYSTEM - Museo dello Scarpone

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SALA 7

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ANNI SETTANTA. IL TRIONFO DELLA PLASTICA: LO SCI, SPORT DI MASSA

 

 

 


 

 

L’introduzione della plastica ha grande successo e consente produzioni in grande serie e il  design acquisisce un ruolo importante in quanto sono consentite soluzioni innovative per la forma, finiture e colore. Lo scarpone, oltre ad essere un attrezzo diventa anche un fattore di moda.

 Nuove figure professionali si affermano e cambia l’iter progettuale.

Dalla bozza del progetto il modellista realizza manualmente, inizialmente in cuoio e poi in gesso e tasselli in legno, il modello estetico dello scarpone. Successivamente si passa alla ricostruzione dei componenti dello scarpone  con i quali vengono realizzati gli stampi in resina e quindi quelli in alluminio.

      L’intero processo viene svolto per ciascuna taglia e il tempo impiegato per tutte queste operazioni può arrivare anche fino a 20-24 mesi.

      Cresce l’importanza dei progettisti che, complice il boom di questo decennio, si lanciano nelle più ardite sperimentazioni. I nuovi modelli si succedono un anno dopo l’altro.

      E’ il boom: se nel 1960 si producevano a Montebelluna 250 mila paia di scarponi, nel 1979 siamo a quota 4 milioni e 100 mila!

 

Da vedere:

Il primo scarpone per donna in materiale plastico (Lange, 1970)

Il celebre Tecnus di Tecnica, il primo scarpone monoblocco dell’area montebellunese

Lo scarpone modello Sintesi di Dolomite, vincitore di due Compassi d’Oro per il Disegno Industriale

Lo scarpone da sci più leggero: è il modello “970” (nome derivato dal peso in grammi dello scarpone singolo della taglia 41) del 1977 ed è prodotto dalla ditta Garmont.

Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Aprile 2011 15:27