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Storia del distretto

Storia del distretto

La Storia del Distretto

Inizio XIX secolo

1902

1915-1918

Anni ’20-’30

Anni ’30-’40

Anni ’50

Anni ’60

Anni ’70

Anni ’80

i documenti attestano la presenza delle prime 10 botteghe calzolaie. Sono botteghe artigiane, dove gli scarperi (calzolai) realizzano per lo più scarpe da lavoro fatte a mano.

a Montebelluna si contano circa 200 laboratori di calzoleria.

il settore calzaturiero conosce un primo ampliamento grazie alle commesse militari e si specializza progressivamente nella realizzazione delle scarpe da montagna.

la scarpa da montagna è un prodotto sempre più richiesto grazie alle prime forme di turismo sulle Dolomiti. Ditte come Dolomite, Nordica, Munari e Alpina iniziano le prime forme di produzione industriale.

le ditte locali iniziano a investire anche sulla produzione di scarponi da sci, venendo incontro con risposte tecniche sempre più all’avanguardia alla crescente domanda di attrezzature per la pratica di sport invernali.

si accentua il processo che porta le produzioni di tipo artigianale a trasformarsi in produzioni di tipo industriale. Oltre alla continua evoluzione della scarpa da montagna, inizia anche la specializzazione nella scarpa da sci, con la realizzazione di modelli pensati per la pratica agonistica. Toni Sailer, Zenò Colò e la spedizione che per la prima volta raggiunge la vetta del K2 indossano scarponi e attrezzature fornite dalle ditte montebellunesi.

sono gli anni del boom economico e la domanda di scarponi è in continua crescita. Grazie alla capacità delle aziende locali di intercettare innovazioni e nuove tecnologie, il distretto cresce ed inizia ad affermarsi anche a livello internazionale. L’introduzione delle leve metalliche (1962) e la produzione del primo scarpone con scafo e gambetto in plastica ottenuti per stampaggio a iniezione (1968), scandiscono l’inizio di una vera e propria rivoluzione produttiva.

la rivoluzione della plastica porta le ditte del distretto a dominare nel giro di pochi anni il mercato globale, affermandosi come primo produttore mondiale con l’esportazione di milioni di paia di scarponi da sci l’anno. Sono anche gli anni della diversificazione produttiva: diverse ditte investono in innovazione e nella produzione di calzature per tutte le pratiche sportive e nel doposci (come il Moon Boot di Tecnica).

Alcune aziende storiche non seguono l’evoluzione delle nuove tecnologie della plastica e investono in altri segmenti dello sport che sono in crescita. Ditte come Lotto, Diadora, Gaerne, Alpinestar, Sidi, Roces, Risport, con le loro produzioni specializzate, diventano in breve tempo marchi di riferimento e di eccellenza nelle calzature sportive mentre il settore dello scarpone da sci conosce una battuta di arresto a causa della crisi “energetica” del ’79 e il succedersi di stagioni a basso innevamento. A riprendere quota, sono invece la scarpa da trekking (che viene rinnovata per look e materiali) e i doposci.

Anni ’90: Emergono nuovi modelli di consumo che portano ad un ulteriore ridimensionamento della diffusione degli sport invernali, mentre a livello globale si risente della concorrenza dei nuovi mercati emergenti. Il distretto mostra ancora una volta la sua capacità di rinnovamento, puntando su prodotti nuovi come il pattino in linea, le calzature da living e l’abbigliamento sportivo. Sono anche gli anni della globalizzazione, che porta le aziende alla delocalizzazione delle attività manifatturiere.

Anni 2000: Le aziende del distretto hanno compiuto alcune importanti trasformazioni che hanno consentito loro di reggere la competizione globale, di affermarsi come brand internazionali e di mantenere i loro quartieri generali nel territorio. Le aziende affrontano nuove sfide organizzative per mantenere la competizione nel mercato globale con innovativi strumenti di business e investimenti in ricerca e sviluppo.